Wednesday, January 09, 2008

varie

fabio > sono i piccoli segreti del backstage... comunque arrivano a breve, davvero

annina galmozzi > tavola 5 (per chi non l'ha vista, contiene una grande immagien del logo IT e una descrizione testuale delle sue componenti, dal font bodoni ai colori): la richiesta che facciamo dall'inizio del corso è di enunciare un principio importante che possa essere usato come linea guida progettuale, in questa tavola l'unica cosa di questo tipo è l'ultimo blocco di testo che dice "è necessario ritrovare i caratteri positivi distintivi di una nazione per poter progettare un marchio efficace", il che è più o meno come dire che per fare una cosa bene bisogna farla con attenzione. Inoltre l'esempio mostrato (il logo IT) è stato mostrato a lezione come esempio inefficace e incomprensibile, e il web è pieno di commenti - a partire da quelli degli associati AIAP - che descrivono quel logo come un'orrido esempio del peggior visual design che si possa immaginare. Quindi la tavola è in generale fuori bersaglio, e per la parte di contenuto dimstra il contrario della tesi che si vorrebbe sostenere.
tavola 6 (sopra, TV brionvega d'epoca tondeggiante, sotto il modello LCD nuovo, a fianco "Brionvega, da bene d'uso comune a mercato di nicchia. L'evoluzione comemrciale di un brand di fama internazionale"): manca il principio "operativo", la scelta delle due immagini è incomprensibile perchè non vengono rappresentati i prodotti davvero rappresentativi di Brionvega (TV Algol e Cubo, radio ts522, ad esempio), il cambio di posizionamento del brand è sindacabile (brionvega non era un prodotto per le masse nemmeno negli anni 70, anzi forse è più accessibile oggi) e andrebbe descritto, se si vuole sostenere quella tesi, spiegando motivazione e metodi del cambio di posizionamento. Se no è come dire "coca cola, da prodotto digestivo a bevanda globale": è pur vero, ma come hanno fatto? quanto ci hanno messo? perchè hanno fatto questa scelta?...

anonymous > al Politecnico di Milano, centro di scienza sapere e cultura usiamo firmarci se abbiamo delle opinioni, e siamo normalmente in grado di capire che l'attività progettuale è anche attività politica e sociale, anche per quello che riguarda il mondo della moda (basti pensare al fatto che la gran parte delle produzioni made in Italy contengono parti di materiali e manodopera di paesi stranieri in cui le condizioni di lavoro sarebbero inaccettabili in Europa, e quindi la scelta di produrre in Europa o all'estero ha un impatto non solo sulla qualità del prodotto, ma sulle condizioni di vita di chi lavora per realizzarlo all'estero, e di chi perde il lavoro il Europa).
Tra l'altro non mi pare che Serpica Naro leda in alcun modo gli operatori della moda, piuttosto allarga la base di produttori indipendenti, e il lavoro sul tema del copyright mi pare interessante, innovativo e ottimamente documentato.
A proposito, gli mp3 sul tuo PC/iPod sono tutti acquistati, vero?

Già che ne stiamo parlando, consiglierei a tutti di guardare l'interessante servizio giornalistico sulla moda in Italia di Report.
lo trovate qui http://www.rai.tv/mprisultatiricerca facendo RICERCA-Report

E leggete QUESTO, è interessante.

SC

8 Comments:

At 3:37 AM, Anonymous Anonymous said...

gli mp3 si possono anche acquistare?!?
...
Comunque personalmente credo che il seminario di ieri sia stato tutto tranne che diseducativo e offensivo.
Offensivo era quello del Chivas Regal che dopo tre ore di manifesta pubblicità non ha offerto neanche un assaggio..
Manifesto politico forse si, in effetti in certi punti si è sfiorata la propaganda, ma sicuramente ci sono stati altri spunti interessanti di riflessione e prettamente sul tema, e per una tavola di report.
Che poi magari io sulla tavola di questo seminario prendo 9..
E soprattutto sarebbe stato interessante se queste critiche fossero venute fuori durante il seminario stesso, come ha fatto quella ragazza della prima fila che "toccatele tutto ma non il Parmigiano Reggiano"..
Un'ulteriore riflessione mi giunge poi dall'accoppiamento di termini quali "serietà e professioanlità" con altri quali "mondo della moda": è evidente che non hai mai fatto il cameriere in uno show room di qualche stilista ma questo è un tema esterno..
In fondo Serpica Naro che ha fatto?
Ha solo dimostrato che il sistema è aggirabile, e una volta ottenuta la possibilità di sfilare per ultimi, invece che diseducare e offendere col loro "manifesto politico", ha messo in piedi una sfilata di oltre un'ora con abiti di stilisti emergenti.
Ha fatto casini con gli sbirri?
No.
Ha invaso il parterre durante le sfilate di altri urlando slogan animalisti o contro lo sfruttamento dei minori?
No.
Ha bruciato effigi di Cavalli o di Dolce & Gabbana?
No.
Pur non appartenendo allo stesso filone politico e di pensiero dei burattinai di Serpica Naro non si può non dargli atto della loro piccola impresa e condividere con loro il culto di S.Precario..
E poi avrebbero potuto mettere Coveri in mutande ma non lo hanno fatto, non so bene se per i loro principi o per l'immagine che ne sarebbe risultata..
Detto questo sia chiaro che non sono necessariamente un seguace dei Serpica-Naristi, che preferisco il Grana Padano al Parmigiano Reggiano e che comunque il Parmigiano Reggiano è meglio della sua copia cinese, che il montaggio dei contributi video lasciava a desiderare e che la voce della seconda relatrice era decisamente stridula e irritante.
Ora vado ad acquistare qualche mp3 e a fare computer grafica..

 
At 3:53 AM, Blogger BDKX said...

parole sagge. a parte che, secondo come va, finiamo anche noi a fare i devoti di san precario. Per cui è bene farsi un'idea di cosa ci aspetta e smetterla di guardare il design made in italy come un'istituzione intoccabile che dobbiamo difendere a spada tratta sempre e comunque. perchè a quanto pare è stata la famosa camera nazionale a preferire un'artista giapponese, per di più fasulla, ai lavoratori italiani...
quanti di voi vestono dando spazio ai nuovi stilisti italiani? e quanti invece comprano i soliti vecchi marchi? le idee dei giovani vengono comprate sotto costo da vari cavalli coveri d&g et similia. un po' come succederà a noi, se tutto andrà bene. quindi per favore nessuna sparata reazionaria.

 
At 5:22 AM, Anonymous Anonymous said...

Certo che gli mp3 si possono comprare, spero tu stia scherzando?

 
At 5:29 AM, Anonymous Anonymous said...

Il link però non funziona, sia Safari sia Firefox si impallano...

 
At 5:43 AM, Blogger SC+LB said...

cambiato il link, ora dovrebe andare (ma dovete fare un passaggio manuale di ricerca)

 
At 12:26 PM, Anonymous Anonymous said...

Gruppo E Art-watcher:

Abbiamo pensato un po' alle cose che ci avete detto durante la revisione e cercando di trovare un modo per comunicare alle persone adulte che i graffiti non sono opere di vandalismo, ma allo stesso tempo dire ai giovani che non bisogna imbrattare mura importanti o comunque senza
il consenso del proprietario di quel muro, abbiamo pensato a questa soluzione:
il programma non riguarderebbe più la segnalazione di murales presenti nel territorio, ma l'idea è quella che un utente da casa
deve fotografare un muro e poi, su carta o con photoshop, crea il murales su misura per quel muro fotografato.
Il filmato trasmesso consisterà nel far vedere come un muro grigio e spento possa assumere colore, vivacità e abbellire un banale elemento che è puramente protettivo e, generalmente, per nulla estetico: infatti il filmato mostrerà per prima cosa il muro vuoto e poi, con un montaggio
video, comparirà gradualmente il murales facendo vedere come ne acquisti valore.
In questo modo la trasmissione potrebbe portare avanti una forte "campagna" verso l'accettazione della gente di questa forma d'arte facendo capire come un murales fatto bene, possa giovare il territorio conferendogli un aspetto migliore e meno grigio.
In questo modo la trasmissione potrebbe diventare anche una sorta di vetrina per coloro che decidono di fare come successe nel comune di Rodano rivalutando il territorio e portando gli "artisti della strada" a lavorare legalmente, di giorno e su vere opere d'arte.
A nostro parere il format strutturato in questa maniera potrebbe passare anche nella "bigotta" televisione odierna e, parlando di murales
non reali, potrebbe essere trasmessa su scala nazionale e quindi su italia 1 dopo il cartone "futurama" (h. 20.30) oppure canale 5 prima di "uno contro cento" (h. 18.50)

P.s. inviata mail

 
At 3:11 PM, Blogger BDKX said...


http://www.muralesinsardegna.net/

non so se vi torna utile, però, anche se potrà sembrare strano, la Sardegna vanta una buona tradizione in fatto di pitture murarie. nel link ne trovate alcune esempi. buon lavoro

 
At 7:32 PM, Anonymous Anonymous said...

Anno nuovo, idea nuova!
Putroppo stamattina sul treno i miei pensieri hanno preso il sopravvento arrivando ad un'altro concept di format malgrado il mio gruppo abbia già un'idea "approvata"..però perchè non proporla?dopotutto il format attuale non è stato da parte nostra ancora così approfondito e sviluppato e potrebbe esserci un colpo di scena!
Il format si chiamerebbe "Lo stuzzicadente" che, come il pezzettino di legno, aiuta a togliere lo sporco che rimane lì e che ci dà fastidio. Il concetto a grandi linee è questo: gli spettatori segnalano attraverso internet o mms (quindi descrizione con una o più foto) aree in cui c'è una costante presenza di rifiuti e che non vengono pulite dai servizi pubblici. Il format seleziona man mano tali aree e attraverso una squadra di "puliziotti" provvede
a pulire l'area. La puntata di 100 secondi sarebbe divisa in due: una parte in cui si mostra il lavoro di pulizia effettuato e un'altra in cui si introduce la prossima zona da pulire con invito a partecipare agli spettatori e agli utenti interessati.

Ci sarebbero delle precisazioni: visto che le zone da pulire sono probabilmente tante pensavo di trasmettere il format su una tv locale in modo da limitare la vastità del territorio, ad esempio la sola città di Milano o la provincia e la Tv potrebbe essere TeleLombardia, giusto per fare un ipotesi. Questo potrebbe anche avvantaggiare la formazione di una comunità di "volontari fissi" che si affiancano alla squadra del format (magari facendo la pulizia il sabato o la domenica) (comunità ---> ritrovo sul sito ---> blog,forum etc etc).
In questo caso si potrebbe anche ipotizzare un patrocinio con il comune o la provincia,che potrebbe finanziare il tutto.
Altrimenti si può lasciare il format a livello nazionale e la "troupe" si sposta in giro per l'Italia..

Inoltre si possono inserire le regole di riciclaggio usate nella zona della puntata in modo da sensibilizzare gli
spettatori interessati.

L'unico dubbio che mi rimane è: come si fa a centrare un target definito in questi casi? devo imporlo io legando al
format un certo linguaggio e qualcosa di simile?il "target di nicchia" fatico a trovarlo su un argomento del genere..

Pensando a questo concept mi vengono in mente diverse cose:
1.i cumuli di rifiuti in alcune zone lungo la ferrovia che vedo tutti i giorni
2.le giornate ecologiche organizzate da enti più o meno minori,dove si chiama la gente a ripulire un'area. Il format
diventerebbe non solo un "report" su questo genere di eventi ma darebbe un contributo attivo.
3.A una foto sul "luogo del delitto" pulito che lo mostrava com'era da sporco(che mi fa venire in mente il cannocchiale
che ti fa vedere la città indietro nel tempo)..Oppure un semacode sul luogo che ti fa scaricare un video della pulizia..

Qua finiscono le mie divagazioni mentali (per ora)...
A me l'idea stuzzica..probabilmente di più della cucina.
Aspetto un responso celere (e in caso positivo magari degli spunti, che tornano sempre utili..)da parte dei professori per capire se quest'idea risulta più valida (anche in termini
valutativi =D) di quella già adottata,grazie!
Buona giornata o serata o notte a tutti

 

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