sul metodo
(partendo dai commenti di Karen e Davide iemmola)
Della modalità di lavoro, ossia revisioni incrociate con tre persone diverse, vi abbiamo avvertito dal primo giorno, mettendovi in guardia perchè sappiamo che è più difficile lavorare sentendo tre campane che non farsi guidare da una sola opinione.
La difficoltà però è utile per molti motivi: è così che si lavora nel mondo reale; è così che si accelerano i processi progettuali e si stimolano nuove idee; è così che ci si confronta con processi che non sempre sono lineari, anzi quasi mai.
E comunque, le differenze tra CS, LB e BB, che pure ci sono, non ci impediscono di essere concordi nel valutare la qualità dei lavori 8tanto che quando ci ritroviamo per dare i voti le nostre valutazioni nel 90% dei casi differiscono di un punto, massimo due su 30). Le differenze, che pure emergono, stanno nelle indicazioni che vi diamo per sviluppare i progetti, ma ogni indicazione è - appunto - un'indicazione, non una soluzione finale. Questo vuol dire che se LB vi dice una cosa e voi sviluppate bene il suggerimento, il risultato piacerà a LB, ma anche a SC e BB. Se il suggerimento è mal colto, e il progetto mal sviluppato SC e BB saranno delusi, ma più ancora sarà deluso LB.
Quindi, gli stili sono differenti, ma tutti riconosciamo e apprezziamo la qualità, quando la vediamo, e tutti ci preoccupiamo davanti a progetti nebulosi, affrettati o che non stanno in piedi.
La linea comune può essere solo questa, e più di così diventa innaturale.
Revisioni collettive è difficile farne, se non in giornate come martedì scorso, per un semplice problema di tempo: il nostro obiettivo è che ad ogni lezione ogni gruppo abbia una revisione. Una revisione "completa" richiede un'ora circa, e se facciamo la versione collettiva più che qualche spunto veloce non si può dare.
D'altra parte nessuno vi impedisce di girare a sentire le revisioni fatte agli altri gruppi, cosa che sarebbe molto utile...
Trovare un'idea o tante? al secondo anno d'università per me è scontato che se vi sentite dire "trova un'idea" questo significhi "prendi venti fogli, schizza venti idee, butta le dieci peggiori, raffina le altre, buttane altre 5 e poi arriva con le 5 migliori rimaste". Non posso pensare che un processo progettuale vada in altro modo, e non mi pare il caso di specificarlo...
Allo stesso modo, come già detto, ci aspettiamo che le nostre indicazioni siano prese come dei suggerimenti e non come dei diktat. Non nel senso "te lo suggerisco, ma se ti va fai l'opposto che è uguale": semplicemente il progetto lo dovete fare VOI, noi possiamo mostrarvi delle strade che riteniamo corrette espiegarvi quali eliminare, e per che motivi, poi il cammino sulla strada corretta, o il darsi da fare per scoprire che la strada corretta non è una linea retta ma è piena di biforcazioni, e bisogna di volta in volta scegliere quale scegliere, questo è compito vostro.
Dirvi cosa dovete fare e punto non è nel nostro stile, e non è nella logica del corso, che tende a sviluppare capacità critiche da progettisti, non solo capacità tecniche da esecutori.
Heidegger, che nella facoltà di architettura era molto di moda, diceva che il progetto è una strada nel bosco, in cui ci si perde e ci si ritrova.
E ora, si progetti (aspettiamo post).
sc

5 Comments:
Nel modo più sintetico e chiaro possibile espongo la mia idea, a fianco di quelle di fabio, per cercare di riesumare uno stile progettuale di alta qualità per il mio caro gruppo A.
Obiettivi del format:
- valorizzare giovani talenti nel mondo dell'arte
- promuovere l'interesse e sensibilizzare il giudizio di giovani e adulti in materia di arte
Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali potrebbe essere un partner utile e sensato per sostenere il progetto.
Natura del format:
Ogni puntata presenta in breve la vita e le opere più significative di un giovane artista. La redazione seleziona in base a rigidi criteri le opere più significative inviate dagli utenti-aspiranti artisti; questi ultimi, in caso di esito positivo, sono invitati in studio per registrare un'intervista.
Sono accettate opere di sola fotografia, nel tentativo di valorizzare e avvicinare al pubblico un'arte di difficile comprensione, spesso giudicata con criteri inadatti e superficiali.
Si può pensare a stagioni tematiche per dare spazio ad altri esempi di arte quali pittura, scultura, ecc.
Media e interazione:
Al termine di ogni puntata-monografia, viene comunicato un rimando al sito web che contiene le collezioni degli artisti. Attraverso il sito è possibile votare, comprare stampe, partecipare a forum di discussione: nasce così la community dietro al format. (vedi www.deviantart.com)
È possibile partecipare ai contenuti del sito anche via cellulare/palmare.
Il tutto non si limita alla trasmissione e al sito internet: con il patrocinio di Comune/Provincia/Regione è possibile organizzare eventi, esposizioni, mostre, incontri, workshop con professionisti.
È auspicabile (ma non necessario) che attraverso lo sviluppo di questo progetto possano nascere collaborazioni fra gli artisti, e che i giovani talenti possano essere coinvolti in progetti e attività di rilievo professionale.
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Il titolo del format è da verificare.
Il target di riferimento è indicativamente 18-25 anni.
Il canale è un punto ostico: serve una rete giovane ma seriosa.. RAI e Mediaset non mi convincono, potrebbe essere forse adatta La7
Orario indicativo di messa in onda 19.00
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Mi scuso per essermi un po' dilungato..
Buona serata,
Martino
Visto lo sviluppo della discussione, che ritengo positiva, vorrei entrare nel merito di alcune questioni che mi paiono di una certa importanza:
1. Non vi pare positivo che per una volta nel momento delle revisioni non ci cadano sulla testa (e sulla nostra creatività) diktat ma punti di vista, opinabili e discutibili? Sinceramente penso che in università dovremmo aver un po' superato il concetto di "o giusto o sbagliato", soprattutto per un progetto di comunicazione...
2. Detto questo esiste un problema reale: mi ricordo che un mio docente delle superiori alle mie domande su come dovessi modificare un progetto che aveva dei limiti rispondeva sempre "è lei il progettista". Se l'asciugava così e questo era l'inverso di insegnare, era la giustificazione al non voler sforzarsi per riuscire a trasmettere la sua conoscenza agli studenti.
In tutta franchezza però non mi pare il caso di questo corso. Mi pare che il problema sia più di comunicazione ce di metodo.
3. L'unico appunto che posso fare è che forse troppi input avvengono a livello di singole revisioni alle quali non tutti, essendo divisi tra i tre docenti, possono assistere e recepire. Forse potrebbe aiutare dedicare un maggiore tempo alla discussione collettiva di alcune problematiche dalla valenza più generale emerse in alcuni lavori.
4. Un rischio che vedo in questa discussione è nell'assolutizzare troppo i giudizi dei docenti. Non che non ce ne siano ragioni: da questo dipende la valutazione. E' per questo che mi pare assolutamente ridicolo che venga valutato, con un preciso punteggio, che non fa altro che cristallizzare la dialettica, un lavoro in fase di sviluppo. Ma non voglio qui entrare nelle tante idiozie strutturali del sistema universitario italiano..
Perso che i conti vanno fatti semplicemente alla fine e in questa fase di concepimento del progetto è lecito e salutare provare, riprovare, sbattere la testa, riorientarisi,... Penso che, in università, vada valutato il risultato complessivo, non il percorso attraverso cui uno ci arriva, perchè essendo ognuno di noi diverso dall'altro (per il suo portato di esperienze, per la sua forma mentis,..) arriverà a concepire risultati all'altezza attraverso percorsi incredibilmente diversi. E questo è incredibilmente positivo e andrebbe valorizzato.
Chiudo con una riflessione non mia, ma che sottoscrivo:
"Il fallimento di un'ipotesi è il culmine della conoscenza".
Warren McCulloch
vorrei lanciare una proposta, sulla base dell'idea della "revisione collettiva"
La prima revisione che ha fatto il mio gruppo ricordo che eravamo seduti intorno al tavolo e dopo che il gruppo precedente ha esposto la sua idea, è stato chiesto a noi altri di individuare i punti deboli e i punti forti...
Perché non ripetere la cosa? Ad esempio, in una revisione come quella di martedì, prima di sentire il commento dei professori, si potrebbe chiedere quello dei compagni, in modo da avere punti di vista diversi, coinvolgere tutti e in più non ci sarebbe il rischio di scambiare consiglio per diktat [di certo nessuno considera i compagni di corso come l'auctoritas]
riguardo alle idee del format del gruppo A... mi piaeva tanto quella dei "secondi" [non quello delle ricette, c'è già Gusto che in pochi secondi riesce a incollartii alla tv]... anche se sarebbe una idea da sviluppare molto, è ancora molto vaga...
quest'ultima mi piace altrettanto! o meglio, forse sul lato televisivo vero e proprio ci sarebbe da lavorare un po', trovare qualche particolarità per non rischiare di rendere la trasmissione monotona e perdente nella gara dello zapping... però l'idea del creare mostre e esposizioni collegate alla trasmissione e alla community mi esalterebbe!
per il modding... fabio poi ci racconterai eh!!
ANDREA,Gruppo E(quello che aveva sia mostre che locali e la cosa creava confusione)
Stavo ripensando alla scorsea revisione, e anche se devo ammettere che personalmente mi sarebbe piaciuto di più parlare di locali, mi sono accorto che la cosa sarebbe inevitabilmente scaduta in un "milanotonight on tv".
quindi ho provato a concentrarmi sulle mostre:
sfruttando uno spunto che BB aveva dato durante una revisione ho pensato di creare un format che parli di mostre in cui su un sito ,mensilmente,viene proposta una mostra in tutt'italia da visitare, e vengono invitati gli utenti registrare(file video o anche solo audio)i loro commenti sulle varie opere esposte e poi caricarli sul sito.
compito della regia sarà montare l'audio dei video migliori con le immagini della mostra così da creare un fatidico tour per televisione coi commenti di chi l'ha vista( che una volta può essere il superespertone e la successiva il ragazzo che si è fatto i viaggi guardando i quadri)
le mostre posso essere sia fisse sia mostre che dopo qualche mese nn ci sono più(anzi meglio perchè così se nn c'è più la puoi rivedere sul nostro sito, su cui tra l'altro sono visibili anche i video nn andati in onda).
Questa idea prende grande spunto, come già detto, da un museo americano (NewYork credo) dove attraveso il podcast potevi farti dei tour dettati dalla gente comune che l'aveva girato prima di te...(o qualcosa del genere...XD)
punti forti:sicuramente può risultare molto divertente,
permette di "visitare" una mostra anche se nn hai i mezzi per muoverti(sei di Milano e la mostra è a Napoli???)
si può cmq creare un podcast per girarti la mostra coi nostri commenti
si crea una comunity di persone che amano le mostre e che lasciano i loro commenti
si può dividere il sito in categorie esperto, divertente, tour veloce, ecc..
beh per il resto è ancora da pensare, ma credo che la base ci sia...
spero in commenti, per poter anche migliorare l'idea sia da prof che dai compagni...
ora smetto che sto scrivendo un diario...
ciao ANDREA
gentili proff,
ci piacerebbe molto se ci facesse un regalo di natale con il file della presentazione dell'ultima lezione, in questo modo potremmo approfondire il tema e migliorare i nostri progetti.
grazie e buon solstizio d'inverno
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